| La storia del pionono si perde nel tempo e se vogliamo far luce sull'origine di questo pasticcino dobbiamo spulciare tra leggende e racconti popolari della zona di Santa Fe.
I primi fermenti di pasticceria del pionono li possiamo trovare nell'età della Spagna hispano-musulmana, tra il secolo X e XI, ossia il periodo dell' arte e della scienza "Al-Andalus". In questa epoca, caratterizzata per il forte mescolamento di razze e culture, si susseguono innovazioni a tutti i livelli, dalla politica alla letterattura, dalla scienza all'arte e ovviamente alla gastronomia, che si arricchisce di sapori agrodolci e speziati. La pasticceria della epoca hispano-musulmana si caratterizza soprattutto per l'uso di materie prime come la canella e il miele, ingredienti che possiamo trovare nella pasticceria moderna in dolci arabi come la shubarquía e la pastela.
Lo sviluppo dell'arte vera e propria del pionono (cosí come lo conosciamo oggi) nasce da una ricetta che gli abitanti di Santa Fe hanno conservato e tramandato di generazione in generazione. Nel secolo XIX si narra di una pasticceria conosciuta come "La Blanquita", gestita da 3 vedove che diedero il nome di "pionono" a un pasticcino che aveva la forma del cappello del papa Pio IX. Da allora la produzione del pionono si associa a Santa Fe e numerose furono le pasticcerie che si cimentarono nell'arte di questo paticcino. Ognuno cercava di migliorare e personalizzare la ricetta, senza perdere il tocco tradizionale
Oggigiorno il pionono si conosce in tutta la provincia di Granada e in Andalusia; Santa Fe è diventata il luogo dove numerose pasticcerie elaborano quotidianamente ricette segrete di pionono. Grazie al loro instancabile lavoro, il pionono comincia ad essere conosciuto anche al di fuori della Spagna ed è diventanto uno dei simboli gastronomici di Granada. |
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